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Legge e Onore PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano   
Martedì 24 Novembre 2009 19:14
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Legge e Onore
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VENEZIA ANNO 1290 I nostri avventurieri, di ritorno dalle crociate, sbarcano a Venezia dove per le loro fedi e convinzioni vengono allontanati e costretti a cercare rifugio presso la famiglia nobile dei Carresi a Padova.In cambio di questo aiuto viene chiesto loro di soccorrere Andrea Da Carrara nel difficile riconoscimento della sua legittima eredità. Andrea è un Ghibellino e l’idea di servire l’imperatore alletta il gruppo… Questo è solo l’inizio delle vicende che stanno per essere raccontate nelle terre italiane, i Draghi del Celo, un gruppo di ragazzi che ha deciso di rievocare le gesta di una verosimile compagnia di ventura di ritorno dalle crociate, sta scrivendo un capitolo “nascosto” della nostra storia. Tra intrighi ed assassini… siamo ormai al secondo capitolo di una storia che si annunci avvincente ed intricata!

 

 

Incontrato e soccorso Andrea da Carrara gli avventurieri decide di aiutarlo a recuperare il testamento di suo padre, Jacopino, defunto ormai da anni.

Il testamento sembra riapparso dopo anni di ricerche fra le mani di un cugino di Andrea, tale Albertino da Carrara. Albertino è però prigioniero di alcune guardie veneziane, stranamente lontane dai loro confini e intenzionate a chiederne un riscatto.

Albertino viene salvato in una rapida incursione nel piccolo bivacco delle guardie veneziane. Grazie alle indicazioni di frà Childerico e alle conoscenze di Albertino, il testamento viene rinvenuto in una tomba anonima nel cimitero vegliato dal Frate. Con sorpresa il testamento lascia tutti i possedimenti a Albertino anziché Andrea, tra i due scoppiano liti e malintesi, e serpeggia il sospetto di un falso testamento… a farne le spese nella confusione è frà Childerico brutalmente assassinato da un membro del gruppo di avventurieri. Andrea messo alle strette e privato del suo patrimonio pensa di eliminare con la collaborazione del gruppo il cugino Albertino e il testamento. Ma la situazione gli sfugge di mano, gli avventurieri, già accordatisi con Albertino, pongono fine ai sogni di gloria di Andrea uccidendolo.

Albertino ingaggia il gruppo di avventurieri affinché lo aiutino a prendere possesso delle sue terre. Sono dei carnefici, meglio alleati che nemici…

 

Il piano di Albertino è semplice, decide di iniziare a prendere possesso di un piccolo avamposto a est delle sue terre, ci sono pochi soldati, facili da convincere per poi passare a avamposti più grandi portandoli come scorta. Il confine ad est è però vicino ai confini di Venezia e quindi piuttosto pericoloso.

Intanto la notizia della morte di Andrea ha raggiunto suo fratello Enrico il quale comincia già da subito a prendere possesso delle sue terre. Non curandosi di come suo fratello sia venuto a mancare…

Giunto nelle terre della sua famiglia  il giovane Albertino da Carrara (Marco) si ritrova dinanzi due grossi problemi: da una parte Enrico da Carrara, che giunto all’avamposto con un po di anticipo è riuscito ad ottenere l’appoggio dei soldati e del Valido Capitano Antonio Isnardi; dall’altra parte, ancora una volta, il problema sono i veneziani con il nobile cadetto Sergio Marulli.

Albertino scopre con stupore le intenzioni del cugino Enrico il quale pensa di cedere parte del territorio ai veneziani per tenerli buoni e guadagnare tempo per organizzare le difese e le sue nuove terre. La questione del testamento, sollevata da Albertino viene rinviata, e permette al piccolo erede di partecipare insieme ad Errico alle trattative con il Veneziano Marulli. I tre si accordano per concedere diritti di usufrutto e diritti militari di su queste zone ai Veneziani in cambio di un fragile accordo di non belligeranza. Lo scontento prende però il cuore del capitano Antonio Isnardi che ben ricorda la promessa fatta al padre di Andrea e Enrico, non cedere un metro di terra ai veneziani!

I Draghi dei Cielo, desiderosi di recuperare il patrimonio del’ormai compagno Alberino da Carrara, non si arrendono. Ottengono segretamente l’appoggio del Capitano Antonio, e dei suoi uomini per tentare un colpo di mano. Prima di ricorrere alla spada Iris (Sabina) cerca di far ragionare Enrico sulla pericolosità dell’accordo, ma dove le parole falliscono parlano le spade (Silent enim leges inter arma ).  Non si riesce ad evitare lo scontro, gli attacchi di tutto il forte sono diretti verso le tuniche veneziane ed il sangue ne macchia in grande quantità, l’agguato scatta contro il vile Enrico accusato da Antonio di voler svendere le fatiche conquistate della sua famiglia proprio ai suoi nemici! Anche il suo corpo giace tra i caduti nell’agguato del fortilizio. Ucciso dai suoi stessi soldati.  Al termine della battaglia una calorosa stretta di mano tra il Capitano Antonio Isnardi e la cacciatrice Iris suggella una nuova alleanza.  Ma un momento! Manca il corpo di una guardia veneziana! Potrebbe raccontare tutto a Venezia…  dunque un velocissimo Icaro(Luca) si lancia nell’inseguimento della guardia veneziana, ne segue le tracce nei boschi ed infine la raggiunge. Gli ultimi eventi pongono quindi Albertino alla guida e al comando delle terre dei Carresi. Oltre alle terre Albertino conquista la fiducia dei suoi nuovi compagni dell’avamposto e del Vecchio Capitano ed eroe Antonio Isnardi.

La quiete creatasi all’interno dell’accampamento viene nuovamente stravolta dell’ arrivo di due strani individui, visti solo di passaggio in queste terre, un “Erborista” e un “Sacerdote”. I due devono conoscersi perché  subito il sacerdote tenta di strozzare con una garrotta l’Erborista accusandolo di aver ucciso il suo padre spirituale a Venezia.

L’ “erborista” nega ogni cosa, ma fa il grave errore di palesare i propri poteri dinanzi all’attentissimo Icaro che, riconoscendolo come uno Stregone,  riesce ad arrivare alle sue spalle per mandare a segno una portentosa coltellata, non basta a ferire mortalmente l’ ”erborista” che si da alla fuga… Per i nostri eroi risulta impossibile raggiungerlo (non puoi catturare Di Maio nella foresta dei Di Maio volanti! J ).  Riescono però a catturare il suo seguace, uno dei soldati dell’accampamento, sul quale, attraverso procedimenti oscuri, lo stregone era riuscito ad avere il controllo.

Nella agitazione sfugge purtroppo agli occhi di tutti l’allontanamento del “prete”, che lascia da sola la sua perpetua nell’avamposto, scatenando in tutti il pensiero che quel uomo  di “prete” avesse ben poco…

Sapendo come poter far tornare “normale” il soldato, Iris chiede al Capitano Antonio di indicargli un buon prete negli avamposti locali, ottenendo così ottime informazioni… (Continua )



Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Novembre 2009 12:36